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 LA SGUATTERA E LA SUA IMPORTANZA CONIUGALE

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Lori

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MessaggioTitolo: LA SGUATTERA E LA SUA IMPORTANZA CONIUGALE   11/11/09, 01:14 am

AIUTO DOMESTICO E MATRIMONIO


"È opinione comunemente diffusa che un giovane scapolo abbiente si debba accasare".


Così scriveva Jane Austen iniziando "Orgoglio e Pregiudizio" con una delle più belle 'frasi d'attacco' che la storia del romanzo ricordi.
Si era ai primi dell'Ottocento e la borghesia europea cominciava a subire i contraccolpi non già della Rivoluzione Francese, ma del perbenismo napoleonico. Sparivano sepolti in uno sdegnato silenzio i tempi - sia pure recentissimi - in cui una bella dama del Direttorio scriveva a Talleyrand per fissargli un appuntamento a un "bal masqué" un biglietto che diceva: "Mi riconoscerai dalle mie giarrettiere verdi".
Le battute di Tom Jones non risuonavano più nelle gaie taverne e di lì a poco, stando a quanto racconta Virginia Woolf in "Orlando", l'Inghilterra bagnata da piogge incessanti si sarebbe coperta di muffe e di peluche.

Così afferma la storia, con ampie spiegazioni sociologiche, politiche ed economiche. L'astrologia rapidamente constata che i pianeti più lenti e più possenti del sistema solare, Plutone e Nettuno, stavano in quel periodo abbandonando l'evoluto segno dell'Aquario per tuffarsi via via nei sentimentali Pesci e nell'Ariete moralista.
La figura della donna, la sua funzione e la sua posizione nella società sono i più significativi per illustrare tali cambiamenti di rotta, poiché l'uomo è molto più monocromo, arrocato in difesa di privilegi che da secoli sono praticamente sempre gli stessi. Inoltre la memoria del costume è corta, non abbracci più di due o tre generazioni e di regola si ferma ai nonni, e così le sfugge il grande gioco dei corsi e ricorsi planetari. Interrogando giornaliste colte e impegnate sul fronte femminista, ho avuto spesso l'impressione che per loro la condizione della donna sia sempre stata quella che appare nei romanzi vittoriani o nei dipinti fascisti dove le massaie rurali erano perennemente incinte. Il che non è affatto vero come gli scanzonati epistolari di dame settecentesche dimostrano.

Ci sono tuttavia mutamenti più radicali di altri, e più duraturi. per indurre lo scapolo abbiente ad accasarsi, le fanciulle di Jane Austen e le loro madri e zie ricorrevano ad ogni sorta di ingegnosi artifici, tali da introdurre la leva della seduzione o della responsabilità, laddove mancava quella della dote. Il capitale, in quei tempi di stabilità monetaria, era tutto mentre l'organizzazione domestica di casa costava pochissimo.
Famiglie piccolo borghesi quasi indigenti potevano permettersi una o due persone di servizio, mentre gli agi dei ricchi venivano assicurati da uno stuolo gerarchico di profesionisti altamente specializzati e con incarichi precisi, dal maggiordomo alla sguattera.

Le cosi andarono più o meno così fino alla seconda guerra mondiale. Ricorriamo ancora alla letteratura inglese, la più illuminante in proposito. Agatha Christie, con grande astuzia e senso del tempo, inquadra la prima e l'ultima apparizione di Hercule Poirot nello stesso décor, il castello di Styles. Nel 1917 la padrona del sito lamenta che il reclutamento obbligatorio abbia ridotto a quattro il numero dei suoi giardinieri e che la perfezione delle bordure d'aiola penosamente ne soffra. Quarant'anni dopo, il castello è diventato una specie di pensione di lusso per ospiti scelti e un giardiniere avventizio fatica a liberare i viali dalle erbacce. Di maggiordomi nemmeno l'ombra. Né si prevede che il panorama possa cambiare in futuro.

Che cosa è accaduto? Nel 1939, con lo scoppio della guerra, Plutone abbandona il segno del Cancro, l'ultimo del gruppo primaverile-conservatore ed anzi particolarmente legato al culto della casa. Nettuno dal canto suo, entrerà di li a poco nel segno della Bilancia, segno assetato di giustizia e pronto a difendere i diritti della donna. Il capovolgimento è totale e il passaggio irrecuperabile, e mentre alcuni film americani degli anni cinquanta e sessanta tentano di mantenere in vita la favola dello scapolo abbiente da circuire ad ogni costo, l'evidenza dimostra che le cose stanno ben diversamente. Jane Russell, dopo aver condotto all'altare il suo milionario (in dollari), dovrà stirargli le camice e cucinargli i pasti e anziché sdraiata sull'amaca di Rossella O'Hara di "Via col Vento", si ritroverà a spingere un carrello stracolmo nei corridoi di un supermercato. Peggio ancora, sarà invidiata dalle amiche perchè per tre mattine alla settimana potrà pagarsi - lusso sfrenato - una domestica nera o messicana a ore. Quanto ai miliardi del marito, oggi ci sono ma domani forse chissà. Il mondo finanziario è diventato una giungla dove chi riesce a difendersi dai concorrenti però muore d'ulcera e le tasse di successione ti fanno stramazzare.

Le leggende sono dure a morire, d'accordo, però sotto i colpi dell'esperienza qualcosa si impara, e le donne hanno imparato. Vediamo come.
Accanto al mondo economico che velocissimo evolve, con progressi innegabili negli stipendi e nei posti di lavoro femminili, meno nota e meno analizzata si sta verificando l'evoluzione sentimentale. Chiunque sia supposto di prevedere il futuro, se n'è accorto da tempo: l'uomo più amato è quello ancora elusivo, sfuggente, passabile di ua idealizzazione perfetta. Resistono abbastanza, nei cuori delle loro partners, gli astuti arroccati nell'aurea regola "dalle cinque alle sette" (del pomeriggio) inventata dai francesi che in queste cose sono maestri. Ma il vero compagno, marito o non ma comunque convivente, appare spogliato di ogni virtù e di ogni orpello nel giro di pochi mesi. Gli avvocati divorzisti, che subito dopo le cartomanti sono quelli che raccolgono le notizie più sicure, sanno ormai che la stragrande maggioranza delle domande di separazione viene inoltrata dalle donne. Cosa ancora più straordinaria, dietro la rottura del vincolo non si nasconde un misterioso rivale, ma soltanto la noia. E in molti casi la stanchezza, la fatica. Più la convinzione, inaccettabile per le attuali regole di mercato, di lavorare in perdita.

Per capirci qualcosa di più, torniamo all'esempio del castello di Styles fra le due guerre. Fino al 1939, il reddito di famiglia, e senza che i membri della famiglia stessa lavorassero, bastava ampiamente per pagare lo stipendio di sei giardinieri e otto domestici i quali, agli occhi di un ancor timido fisco, risultavano pregio naturale della gentry e non tassabile. La lady di quell'epoca, anche se tediata da un coniuge un po minchione e appesantito dal troppo Porto, godeva di infiniti vantaggi. Nella penombra dei suoi risvegli, con gli ultimi brandelli di un sogno ancora vaganti nell'aria, veniva rallegrata dall'early breakfast tea servito dalla prima cameriera che scostava delicatamente le tende e dava notizie sul tempo. Qualsiasi problema domestico, compresa l'eventuale gravidanza della sguattera ad opera del terzo giardiniere, era risolto dal maggiordomo e dalla governante. Unico compito della padrona di casa (e chi non ricorda la stupenda scena de "La prima moglie" di Hitchcock) era scegliere le salse. Anche scendendo da questo empireo, la discreta tuttofare che sopravvisse in molte famiglie italiane fino agli anni sessanta fu - all'insaputa di tutti, e specialmente dei sociologi - una garanzia di durata del matrimonio, un nume tutelare del talamo.

Oggi non più. Forni a microonde e frullatori, robot elettrici non bastano ad alleviare le pene della moglie esausta che dopo aver portato la bambina maggiore in piscina e il bimbo minore al corso di judo, deve pensare alla cena e a rifarsi il trucco, sennò il marito rientrando e prima di gettarsi sul divano per guardare la televisione le lancia un'occhiata impietosa e magari nota una ruga che ieri non c'era. In molti casi la colf esiste, ma arriva purtroppo alle otto e mezza del mattino così una mai che possa dormire fino alle nove, rimane in bagno un'ora con la scusa dei lavandini incrostati (invece poi si trovano ditate nei vasetti di crema nutriente) e poi squassa la casa con il ronzio dell'aspirapolvere che manovra fumando, la sigaretta piantata in un angolo della bocca come gli apaches di Toulouse-Lautrec.
Come se non bastasse, su questi aiuti domestici temporanei, e peggio ancora permanenti, si appuntano ormai gli occhi rapaci del fisco. Una "donna fissa" fa scattare l'imponibile quasi come un cabinato. Aizzato dal commercialista, il marito imperversa sulla moglie: "Ma non puoi cavartela da sola? Tu che non lavori.."
Istruita da Capital e dalle pagine economiche di "La Repubblica", la moglie fa i conti: assistenza ai bambini (se neonati, l'equivalente di uno stipendio di una nurse patentata, se più grandicelli, l'equivalente dello stipendio di una governante di fiducia), cucina e pulizie (l'equivalente di uno stupendio di una colf fissa), bucato e stiratura (risparmio in tintoria). Aggiungiamo i contributi e la deduzione di tasse e si arriva a questo stupendo risultato: possedere una moglie significa godere, esentasse, del reddito di un miliardo (lire) impiegato all'otto e mezzo per cento. Più le prestazioni considerate gratuite dopo il fatale sì.
Ed ecco apparire il Personaggio del Secolo, il Fenomeno Insospettabile: l'uomo solo e disperato. La donna che egli si illudeva di mantenere ha deciso, a conti fatti, che il marito è un lusso costosissimo, e l'ha piantato. Vive sola con i bambini che non vanno più in piscina o a lezione di judo e ne sono felici perchè ormai osano confessare che si stancavano da matti: invece tutti insieme la sera guardano l'Ispettore Derrick e poi mangiano una pizza. Lui, il derelitto, ha comprato qualche libro di cucina per gli scapoli tradotto dall'americano ma preferisce il ristorante o la trattoria sotto casa dove incontra - orrore - molti dei suoi simili.

Trarre fruttuose esperienze dagli errori del passato non è cosa da uomini ma in quest'anno di grazia (1985) forse gli astri provvedono: Giove in Aquario proietta influssi benefici sulla Bilancia, segno corrispondente al matrimonio, e suggerisce una rivalutazione di questo sacro istituto sia pure in un'ottica liberale e progressista che esclude, da una parte e dall'altra, cavillosi calcoli di denaro.
I fidanzati sono avvertiti: o adesso o mai più. Se le cose continuassero a peggiorare, tra due o tre decenni leggeremo il romanzo di un futuro John Austin che comincerà così: "È opinione comunemente diffusa che una giovane nubile esperta di cucina si debba accasare.. "


Lisa Morpurgo
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