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 PASSI DELLA TRADIZIONE

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andrea

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MessaggioTitolo: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:38 pm


CCAG XII, pp. 158-161 - Orfeo intorno ai dodici tropi: dei segni che sorgono all'oroscopo.


Due sono i segni tropici: il Cancro e il Capricorno. Quando i segni tropici sorgono, non iniziare un viaggio, giacché sarà penoso, lento e non porterà vantaggio. In segni tropici non separarti dall'uomo, o donna: gli amati nutriranno rancore e, scacciato il rancore, torneranno nuovamente amici. Nei segni tropici la nutrice inizi ad allattare: non nutrirà un solo bimbo, ma anche un altro. Nei segni tropici è opportuno seminare, in quelli solidi piantare alberi; invero, ciò che viene seminato, sarà necessariamente mietuto, mentre desideriamo che ciò che viene piantato...[lacuna - si può supplire: cresca e si fortifichi]. Non gettare le fondamenta delle case nei segni tropici, non vendere terreno, perché le costruzioni non dureranno, né l'opera sarà compiuta. Nei segni tropici è propizio dare garanzie; i naviganti, i mercanti, coloro che commerciano in bestiame venderanno rapidamente allorché fanno mercato nei segni tropici. Coloro che si ammalano nei segni tropici, si rimettono dopo sette giorni e la malattia si scioglie nello spazio di una settimana, ma se nell'ottavo giorno dal decubito passa dai segni tropici ai solidi, arreca la morte. Nei segni tropici non si deve fare sortite o intraprendere spedizioni, poiché l'assalto sarà smorzato. Se qualcuno fugge nei segni tropici, ritornerà, finché la Luna permane nel medesimo segno e rapido è il ritrovamento, ma se passa oltre i segni tropici, verrà ritrovato dopo un certo tempo. Se qualcuno, nei segni tropici, cita in giudizio un tale, l'imputazione verrà sciolta in breve tempo. Allorché vien resa giustizia nei segni tropici, tosto è esperita e la persona giudicata non permane la stessa, i contendenti perseguendosi a vicenda o chiamando altri in causa. È nei segni tropici che si deve lasciare la propria patria, presto infatti si farà ritorno. È nei segni tropici che si mostra l'affetto. Se qualcuno fa una promessa nei segni tropici, non si compie o chi l'ha data la ripudia. Le parole dette nei segni tropici e i sogni che appaiono in essi sono falsi. Nei segni tropici non conviene all'avvocato dar corso al dibattito, né ai naviganti prendere il mare, né darsi alla fuga, poiché saranno azioni vane. E se qualcuno, in seguito a una condanna, abbandona la patria nei segni tropici, di nuovo ritornerà. Non dare inizio a una stabile faccenda nei segni tropici.

Quattro sono i segni bicorporei: Gemelli, Vergine, Sagittario, Pesci. Quando i segni bicorporei sono all'oroscopo non andare al mercato, giacché nella vendita vi sarà inganno. Le relazioni che si producono nei segni bicorporei hanno qualcosa di nascosto: una cosa mostrano e un'altra intendono. I matrimoni che avvengono nei segni bicorporei volgono all'adulterio ed in siffatte unioni sopraggiungono molte dispute ed affanni. I segni bicorporei impediscono l'affetto delle donne. Se qualcuno viene accusato in segni bicorporei, tosto l'eviterà; allo stesso modo, se viene imprigionato in segni bicorporei, presto sfugge ai vincoli. Similmente, se viene liberato dai ceppi in segni bicorporei, di nuovo verrà imprigionato. Se qualcuno fugge nei segni bicorporei e viene ripreso, nuovamente tenterà la fuga. Se qualcuno promette una mercede nei segni bicorporei, non darà ciò che ha dichiarato. Vantaggiosi sono i favori e i regali nei segni bicorporei. Nei segni bicorporei conviene piantare e mettere a covare le uova degli uccelli. Se il decubito avviene in segni bicorporei, porta febbre intermittente e la malattia si fa ricorrente. Qualunque cosa di buono o di cattivo accada nei segni bicorporei, è duplicata. Nei segni bicorporei è conveniente iniziare un viaggio, sono infatti causa di progresso e portano una ricompensa tre volte grande. Se qualcuno muore nei segni bicorporei, un altro della sua casa è sul punto di morire, se qualcuno si ammala nei segni bicorporei, altri della sua casa si ammaleranno. Bella è la vittoria nei segni bicorporei, infausta la sconfitta, giacché entrambe saranno duplicate. Nei segni bicorporei conviene rivolgersi ai precettori e ai medici.

Quattro sono i segni solidi: Toro, Leone, Scorpione, Acquario. Nei segni solidi i possedimenti e gli acquisti sono sicuri. In segno solido devi prender moglie e la sua dote. Nei segni solidi devi dare alla luce il risultato dei tuoi lavori, si compiono infatti i propositi. Certa nei segni solidi è la separazione dalle donne, chi fugge non farà ritorno, né il ladro verrà trovato a tempo è la partenza dal proprio paese è cosa sicura. Chi diviene ostile nei segni solidi, si riconcilierà tardi. Nei segni solidi la sentenza è certa e i giusti non si ribellano. Perniciosa è la malattia nei segni solidi: o porta la morte o allunga il morbo, se non termina entro sette giorni. Infausti sono i ceppi nel segno solido, poiché chi si è adirato non muta sentimento. Se qualcuno vorrà offrire denaro nei segni solidi, non lo darà. Nei segni solidi si dia inizio a intrattenimenti virtuosi, alla musica. È conveniente nei segni solidi scrivere contratti, poiché le scritture saranno oneste. Chi serve come soldato nei segni solidi, rimarrà assolutamente nella propria milizia e non passerà sotto un altro generale. Nei segni solidi si deve dare inizio a celebrazioni, danze e ad ogni cosa opportuna e vantaggiosa, allo stesso modo che nei tropici si deve cominciare quanto è incommodo e ordinario, giacché ciò che nasce nei solidi permane stabile e nei tropici è soggetto a mutamento. Queste cose significano i predetti segni quando sorgono e quando contengono la Luna


Ultima modifica di andrea il 26/11/08, 05:02 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:39 pm

Abraham Ibn Ezra
Liber rationum fo. 38v-39r (De Iove)


Già abbiamo detto più sopra della natura di Giove, quando abbiamo descritto quella di Saturno. È stella benevola e la sua natura accresce ogni bene, ogni buona volontà; siffatta è la natura di ogni uomo caldo e umido. E significa inoltre Giove i fanciulli, poiché il calore e l'umidezza sono la radice della fruttificazione ed altresì dell'aumento e della ricchezza, poiché è stella benevola. Ma secondo la mia opinione posero Saturno come stella che denota la prima casa e il corpo. Sua è infatti la milza, da cui procede la virtù ritentiva e sue sono le ossa che sono il fondamento del corpo. E Giove esprime la casa seconda, giacché denota gli averi. Marte significa il cammino, che è la casa terza. Il Sole, il padre e invero è come la casa quarta. Venere, le delizie, poiché è come la casa quinta. Mercurio, i servi, ed è come la casa sesta. La Luna, la moglie, essendo come la casa settima. Quanto alla casa ottava, è espressa da Saturno, che manifesta la morte: invero, significa sia il principio, sia la fine dell'uomo. D'altro canto, Tolemeo afferma che se Saturno è forte nella natività dell'uomo, vigoroso sarà altresì il suo corpo, onde potrà sopportare fatiche e molestie. E Giove, che significa la scienza e la fede, è come la casa nona. Quanto a Marte, che indica il dominio, è come la decima. Ed il Sole significa la grazia e il favore: è come l'undicesima. Venere, la discordia e la bassezza, che sono il termine di ogni delizia.
Anonymi de planetis



SATURNO

Si dice di Saturno che crea il malanimo e la grettezza, l'illusione e la vanità, gli affanni e la solitudine, la simulazione, la parsimonia, l'asprezza, il vestir di nero, lo squallore, il patimento, l'esilio, il decadimento, la mestizia, l'indigenza, l'inazione, la lentezza, la separazione dai genitori, lo scoramento, l'inerzia, l'indolenza, il tardare, le azioni interrotte, ciò che è nascosto alla vista, l'impedimento, la detenzione, le accuse, i vincoli e la prigionia, l'orfanezza, i bambini abbandonati, i lutti, la vedovanza, l'assenza di figli. Provoca l'amor del danaro, un animo profondo, esclusivo nel proprio giudizio ed altresì la malevolenza, la timidezza, il ritrarsi dal mondo, l'amore della solitudine, la mancanza d'affezione e l'insensibilità, la ripugnanza, l'assenza di gioia. Tutte queste cose esso crea quando è isolato e non configurato ad alcuno. Al contrario, quand'è configurato con un altro astro, produce le proprie qualità quali risultano dall'unione della propria natura con quella dell'astro configurato. Infatti, pur essendogli propria la cupidigia e l'istinto di accumulare, se si rende familiare a Giove, diviene allora liberale, di buona volontà, amante dei suoi intimi. Ciò avviene nondimeno quando entrambi gli astri sono ben posti nel cielo , giacché dagli astri ben posti nasce ogni bene, da quelli mal posti ogni male. Rappresenta le persone paterne e le anziane. Sua sostanza è il piombo, il legno, la pietra. Delle parti del corpo governa, secondo Tolemeo, l'orecchio destro, la vescica, il flegma, le ossa e ciò che è nascosto entro il corpo. Secondo Valente, le gambe e le ginocchia, in virtù del Capricorno e dell'Acquario. E' cagione di infermità e di malattie che provengono dal freddo e dall'umido, quali l'idropisia, il dolore dei nervi, la podagra, le tossi, i tumori (ernie), le convulsioni, le dispnee, le lunghe malattie, le consunzioni e le atrofie, le flussioni degli umori, i reumi, le febbri quartane, i brividi, i mal di ventre, le splenosi, le affezioni uterine ed ogni malattia prodotta da un eccesso di freddo. E' cagione di morte per soffocamento, condanne, impiccagioni, per sciagure familiari. E' altresì causa di tempeste e naufragi, della perdita dei prodotti della terra in seguito a piogge, alluvioni, inondazioni, straripamenti, cavallette e grandine. E nello stato del tempo, allorché domina la sizigia precedente, suscita il gran freddo e il gelo e raduna le nubi e apporta danno e un'aria insalubre, un cielo plumbeo e abbondanza di precipitazioni dannose.


GIOVE

Giove è cagione della generazione dei figli, del desiderio, della protezione, dell'amicizia di persone elevate, dei doni, dell'abbondanza, dell'autorità e della dignità sacerdotale, dell'intercessione e della conciliazione, della fede, della tutela, del sacerdozio, della rettitudine, dell'alleviamento dei mali, dell'abbondanza dei frutti, dell'eredità, dell'adozione, dell'indipendenza, della compassione, della nobiltà e grandezza d'animo, della pace, della tenera affezione, della beneficenza, della ricchezza e della prosperità, del benessere fisico e morale, dei favori dei re, della salute, della generosità dei raccolti, della felice navigazione. Indica le persone di media età e venerande. Quando questa stella è afflitta e ha diritto sul luogo della morte è cagione delle seguenti malattie: angina, infiammazione dei polmoni, apoplessia, convulsioni, cefalgie e affezioni cardiache. Delle parti del corpo signoreggia, secondo Tolemeo, il tatto, i polmoni, lo sperma e le arterie. E secondo Valente, delle parti esterne del corpo ha anche le cosce e i piedi, in virtù del Sagittario e dei Pesci, onde significa le gare di corsa; delle parti interne ha il seme, la matrice, il fegato, le parti destre, i denti. Tra i metalli, lo stagno.


MARTE

Si dice che la stella di Marte è cagione di violenze, del potere dispotico, di rapina, della milizia, delle armi, delle guerre, della carnificina, della rivalità, del tumulto, delle grida, dell'insidia, della prepotenza, della prigionia, dell'adulterio, dell'esilio, della caduta, dell'inganno, del furto, del ladrocinio, della separazione degli amici, della passione, della collera, dell'inimicizia, delle accuse, delle invidie, dell'effusione di sangue, della temerità, della volubilità, dell'impetuosità, dell'audacia, del rischio e di ustioni e incendi e percosse e ferite dal ferro; del peregrinare, dell'espatrio, del giurare il falso, dei furti sacrileghi, della ribalderia, dell'impudenza, dell'arroganza, della caccia, dell'insubordinazione, del disprezzo, della durezza. Nascono pertanto gli ebbri, gli impietosi, i rissosi, gli amanti del tumulto, coloro che son senza dio, che odiano i propri. E questa stella è inoltre cagione di sedizioni e guerre fratricide, del ridurre in schiavitù, di insurrezioni, delle ire dei principi, delle morti improvvise e di ogni prevaricazione e illegalità. Quando è ben posta concede comandi militari e autorità. Cagiona nel clima i calori ardenti e i venti* caldi, pestilenziali, consuntivi, bufere, fulmini, siccità; nel mare improvvisi naufragi suscitati da tempesta di venti o fulmini; nei fiumi e nelle fonti mancanza d'acqua; ed è inoltre cagione della perdita dei raccolti a seguito di ardenti calure o dallo scompiglio causato dalle cavallette o dai venti o per il disseccamento dei raccolti nei magazzini. Designa le persone che sono nel loro vigore. E delle parti del corpo governa, secondo Tolemeo, l'orecchio sinistro** , i reni, le vene, le parti genitali; secondo Valente la testa, il deretano, le parti genitali, il sangue, la bile, l'espulsione delle secrezioni, le parti posteriori. Causa, tra le malattie, le cadute dall'alto o da quadrupedi, debolezza di vista, apoplessie, febbri terzane e semiterzane, nefriti, lo sputar sangue, emorragie, aborti, erisipela, ferite improvvise e quanto proviene da un'accensione distemperata del calore. Dà arti connesse al fuoco e al ferro e tra i metalli signoreggia il ferro e sue sono, in virtù dell'Ariete, gli abiti di cerimonia, e il vino e i legumi.


IL SOLE

Il Sole è cagione della percezione psichica e dell'intelletto, del regno, del comando, della sublimità, degli oracoli degli dei, delle attività pubbliche, della magnificenza e dello splendore, dei padri, dei signori, delle immagini e delle statue, delle corone, del sommo sacerdozio, della patria. Delle parti del corpo signoreggia l'occhio destro, l'encefalo, il cuore, i nervi e tutta la parte destra. Degli elementi primi ha l'oro, dei prodotti della terra il grano e l'orzo.


VENERE

La stella di Venere è cagione dell'amore e del desiderio; indica inoltre la madre, la moglie ed ogni appetito e intemperanza e piacere ed altresì la dignità sacerdotale, la ginnasiarchia, il vestir d'oro, il portar corone, le nozze, gli intrecci amorosi, ogni lusso materiale, il godimento, la bella apparenza del decoro, l'indolenza, la serenità, il ricamo e l'arte del colorare, la pittura, la lavorazione dell'avorio, l'arte delle essenze odorose e degli unguenti, la lavorazione dei metalli non mescolati, e delle pietre preziose, i benefici delle regine e delle principesse, le promozioni e gli onori, l'amore dei piaceri carnali, il riso, la danza, la pietà, il decoro del corpo, il vigore fisico, la tenerezza e l'affezione, la beneficenza, la compassione e la misericordia, il dar nel segno e ogni grazia e venustà. Quando è afflitta indica l'adulterio, la malia, l'indolenza e la trascuratezza, il correr dietro alle donne, l'offesa e il biasimo, l'oscenità. Ma se è ben disposta, è cagione di gloria e di acquisizioni. Suscita nell'atmosfera venti umidi e fecondi, una buona temperie, aria pura e fresca, cielo sereno, piogge abbondanti e feconde, felice navigazione sui mari, prosperi viaggi, lucro, le piene dei fiumi, fertilità e abbondanza dei frutti. Nel corpo governa l'odorato, il fegato, le parti carnose. Secondo Valente il collo, il volto, le labbra, le parti genitali e, degli organi interni, i polmoni. Delle malattie, sue sono tutte le affezioni dello stomaco e i travagli del ventre, ulcere, fistole, l'assunzione di veleni e quanto consiste di un'umidità eccessiva o corrotta. Tra gli elementi signoreggia le pietre preziose e ancora l'ornamento femminile ed ogni vario diletto e tra i frutti l'oliva.
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andrea

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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:40 pm

MERCURIO

La stella di Mercurio è cagione di lettere, scienza, istruzione, della parola, della confutazione e della dimostrazione, della filosofia, della retorica, della geometria, dell'astronomia, della facoltà di comprendere, del numero, della fratellanza, del servizio, del messaggio, del profitto, dell'invenzione, della declamazione e del canto, della lotta e dell'esercizio ginnico, della conferma di una sentenza, di ogni scambio e commercio, dello scambio epistolare, dei figli più giovani, delle astuzie, delle azioni pronte. Questa stella signoreggia la parte intellettiva dell'animo e fa gli atleti, i modellatori, gli scultori, i costruttori di templi, i medici, i giureconsulti, i letterati, i calcolatori, i filosofi, gli indovini, i sacerdoti addetti al sacrificio, gli auguri, i musici, gli architetti, gli interpreti dei sogni, i tessitori, coloro che operano con scienza od arte, coloro che sono chiamati a pubblici incarichi o inviati in ambasceria, sacerdoti e ministri del tempio, riflessivi, benefattori, eruditi, esperti, dalle felici disposizioni naturali, investigatori della natura, i sagaci, abili a congetturare. E quando questa stella ha una disposizione avversa fa i furfanti, gli smodati, gli immemori, i frivoli, i mutevoli, gli insensati, gli stolti, i falsi, gli instabili, sleali, arroganti, iniqui e, in generale, coloro che hanno una facoltà intellettiva incerta. Quando si configura alla stella di Saturno fa i dolosi, i predatori, i ladri, gli insidiosi, pronti al male; e produce le falsificazioni, le illegalità e il discredito. Quando questa stella è afflitta, suscita nel mare tempo pericoloso alla navigazione ed è indicativo delle mutazioni storiche, in peggio o in meglio, della parola sacra, della religione, dell'apparire dei regni e delle leggi e dei costumi. Suscita nell'atmosfera venti impetuosi, disordinati e mutevoli e produce tuoni, lampi, terremoti voraginosi. Tra le persone, significa quelle giovani. Delle parti del corpo signoreggia la parola, l'intelletto, la lingua, la cistifellea, il deretano; secondo Valente, le mani, le spalle, le dita, le articolazioni, il ventre, la lingua. Tra le malattie produce demenza, deliri, melanconia, epilessia, mal caduco, quelle in cui vi è tosse e vomito e quelle che consistono in una sovrabbondanza del secco o in una sua corruzione. Tra gli elementi, ha signoria sul bronzo e su ogni moneta. Quando Mercurio e Giove sono tra loro in quadrato fanno i giudici o i governatori delle città. Ma Mercurio con Marte è malvagio ai depositi fiduciari: chi ne entra in possesso, rifiuterà la restituzione.


LA LUNA

La Luna è cagione della formazione e costituzione del corpo ed è signora della parte sensibile dell'animo. Significa la vita, il concepimento, la madre, la forma e figura del corpo, la convivenza, la custodia della casa, la comunità dei cittadini, la padrona di casa, le ricchezze, i guadagni e le perdite, la nave, la dimora, il soggiorno all'estero, il peregrinare, il convergere delle moltitudini. Delle parti del corpo signoreggia il gusto, l'assorbimento dei cibi, lo stomaco, il ventre, l'utero, l'occhio sinistro e tutta la parte sinistra del corpo. Secondo Valente le mammelle, la milza, onde fa gli idropici. Degli elementi, signoreggia l'argento.

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Marsilio Ficino - De Sole
ed. e trad. di E. Garin in Prosatori latini del Quattrocento, VII, pp. 976-978


3. Il Sole è illuminatore, signore e regolatore dei cieli.

Il Sole, quale un manifesto signore del cielo, regola e guida tutte le cose celesti. Non parlerò qui della sua immensa grandezza che contiene, a quanto si crede, centosessantasei volte la terra. Esso dà luce a tutte le stelle, sia che queste, come alcuni credono, abbiano una debolissima luce nativa, sia che ne manchino affatto, come pensano i più. Dei dodici segni dello zodiaco, vivo è chiamato, come dicono Alì e Abramo, e vivo appare in effetti quello che il Sole ravviva. Sono anzi due i segni che il Sole colma di tanta potenza, ed entrambi son chiamati dagli Arabi troni del Sole. Quando i pianeti passano in essi, evitando tuttavia di esserne incendiati, acquistano una meravigliosa potenza, soprattutto se i pianeti superiori, trovandosi in questa posizione, sorgono prima del Sole e gl'inferiori dopo il Sole. Il segno ove il Sole regna, e cioè l'Ariete, diventa per questo principe delle costellazioni, ed indica in ogni vivente la testa. La costellazione che è domicilio del Sole, e cioè il Leone, è il cuore delle costellazioni e domina il cuore di tutti i viventi. Quando il Sole arriva al Leone estingue l'epidemia in molte regioni, quasi veleno di serpente. Dall'ingresso del Sole nell'Ariete dipende sempre la sorte annuale del mondo. Di qui la natura propria della primavera, mentre l'ingresso del Sole nel Cancro significa la qualità dell'estate, l'ingresso nella Libra quella dell'autunno, l'ingresso nel Capricorno la qualità dell'inverno. Stabilita la onfigurazione celeste, dipendendo il tempo dal moto, il Sole distingue le quattro stagioni mediante i quattro segni mobili. Così il ritorno del Sole al grado e al minuto della natività di ciascuno rinnova ad ognuno la fortuna di un anno. Aggiungi che il moto del Sole, principe dei pianeti, come dice Aristotele, è semplicissimo, né come capita agli altri il Sole si allontana dal mezzo dello zodiaco, né regredisce.

4. I rapporti dei pianeti col Sole.

Il Sole determina in cielo spazi definiti; quando i pianeti li percorrono cambiano movimento e carattere. Così quando Saturno, Giove e Marte giungono nella terza parte del cielo rispetto al Sole, trovandosi in aspetto triangolare con il Sole, subito cambiano movimento e vanno avanti o indietro. Regrediscono, se sono ad oriente del Sole, progrediscono se si trovano ad occidente. Venere e Mercurio percorrono spazi più brevi, ma tuttavia ben definiti rispetto al Sole. Venere non può allontanarsi più di quarantanove gradi, né Mercurio più di ventotto. La Luna muta aspetto e natura in ognuno dei suoi aspetti col Sole. Come un secondo Sole, essa ha quattro tempi, e raffigura i quattro tempi dell'anno. Ogni volta che si congiunge col Sole, il grado della congiunzione e la configurazione celeste determinano la natura del mese futuro. Ogni volta che i vari pianeti toccano il cuore del Sole, prevalgono sugli altri durante quel tempo, per esiguo che sia. Quando si avvicinano in altro modo al Sole compiono la consueta funzione. Quando Saturno si avvicina al Sole abbandona il suo solito rigore ed anche Marte depone la ferocia consueta. I pianeti superiori, quando il Sole si avvicina ad essi, ascendono; quando invece si allontana, discendono. Congiunti col Sole sono sommi nell'epiciclo; in opposizione sono infimi; nella quadratura sono medi per altitudine. La Luna nell'un caso e nell'altro raggiunge il punto più alto del deferente; nella quadratura invece discende. Venere e Mercurio, se si congiungono col Sole quando progrediscono, sono eccelsi; se si congiungono quando ritornano, sono infimi. Né è lecito che i pianeti compiano il loro epiciclo prima di essersi di nuovo congiunti al Sole, quasi loro padrone. Dalle cose che abbiamo detto si vede che i pianeti superiori, quando cambiano il loro movimento trovandosi in aspetto triangolare rispetto al Sole, salutano il regale aspetto del Sole. Quando sono in congiunzione col Sole sono sommi e di moto retto, proprio perché sono in concordia col loro re. Il contrario accade quando sono discordi, ossia in opposizione; e divengono retrogradi ed infimi. Venere e Mercurio se quando toccano il Sole procedono di moto retto, obbedendo cioè al loro signore, ascendono sublimi. Se invece procedono di moto obliquo, quasi ribelli, gli vengono sottoposti. Quanto poi alla Luna, se essa procede in alto anche quando è in opposizione al Sole, non dobbiamo meravigliarci. Che cosa è infatti la luce della Luna, se non la luce stessa del Sole ripercossa dallo specchio lunare? Luce che nel plenilunio si riflette faccia a faccia nel Sole? Del resto si vede scendere anche la Luna nella quadratura, perché allora guarda torva il proprio signore. Quindi come il Sole non si ritrae, così neppur la Luna retrocede, poiché la velocità dell'epiciclo previene il suo regredire. La Luna infine per la virtù solare, allorquando tocca il settentrione per la via del Sole, là dove è il grande Capo del Dragone, reca un incremento ai segni ivi situati; quando invece si volge a mezzogiorno si ha una diminuzione di vigore per il proiettarvisi della Coda. Tutti i pianeti, secondo che sono ad oriente o ad occidente del Sole, mutano in ogni caso condizioni e caratteri. Tutti temono la via del Sole detta l'eclittica ed i pianeti inferiori sempre di più; le femmine infine, e cioè la Luna e Venere, moltissimo, per cui si allontanano sommamente di lato. Tutti poi, o che si trovino in quella strada, o che se ne allontanino, procedendo di nuovo verso il settentrione o il mezzogiorno, si ritiene che in ogni caso mutino la loro condizione. La Luna signora della generazione non ha altra luce che dal Sole. Quando sia in un rapporto perfetto col Sole, ne trae tutte le forze celesti quasi raccolte nel Sole, come dice Proclo, per trasmettere analoghe forze al nostro mondo.


Paolo d'Alessandria - 16. Delle figure che compie la Luna rispetto al Sole.

Le figure della Luna, che son chiamate fasi (*), sono in numero di dieci: sinodo, nascita, sorgere, mezzaluna prima, primo quarto, prima gibbosa, plenilunio, gibbosa seconda, secondo quarto, mezzaluna seconda. Alcuni annoverano un'undicesima fase, che chiamano "luna quasi piena" o "splendente nella sua pienezza". Dicesi sinodo quando la Luna è con il Sole nel medesimo segno e grado, nascita quando si allontana dal Sole di un solo grado, sorgere quando ormai dista 15 gradi; la prima mezzaluna appare quando la Luna è lontana dal Sole, nelle parti ad esso seguenti, di 60 gradi e si trova allora nel lato esagonale; il primo quarto quando dista 90 gradi nelle parti seguenti al Sole ed è allora nel lato quadrato; prima gibbosità quando, nelle parti seguenti, dista 120 gradi dimorando nel lato del trigono; Luna quasi piena quando è nel sesto segno dal Sole nelle parti ad esso seguenti, distando 150 gradi ed ancora non ha prodotto il diametro; il plenilunio avviene quando, nelle parti seguenti al Sole, la Luna dista 180 gradi ed è in posizione diametrale, la quale è detta unione plenilunica. L'allontanamento si produce quando la Luna muta di un solo grado il diametro con il Sole ed allora, per un arco di 60 gradi, si chiama decremento. Gibbosa seconda si chiama la Luna quando, nelle parti precedenti al Sole, dista da esso gradi 120 formando un lato di trigono. Il secondo quarto avviene quando la Luna, sempre nelle parti antecedenti il Sole, ha una distanza di 90 gradi, costituendo un lato quadrato. La seconda mezzaluna appare quando, nelle parti che precedono il Sole, la Luna dista 60 gradi secondo figura esagonale. Ciascuna di queste fasi ricevette un nome proprio conforme al mutamento di figura e alla fase medesima:

  • sinodo: per il trovarsi la Luna insieme al Sole [syniénai] e per il correre entrambi il medesimo sentiero;
  • nascita: poiché la Luna vien fuori dal Sole ed avendolo lasciato di un grado inizia ad apparire nell'universo, ancorché non rispetto alla nostra visione;
  • sorgere: quando, dopo aver superato il Sole di gradi 15, appare e la sua luce è come una linea sottile;
  • mezzaluna: giacché appare aver preso in sè una forma simile a sè medesima: invero la Luna è Mene, in quanto compie un sorgere mensile;
  • quarto: poiché appare divisa e risplende della metà della intera luce;
  • gibbosa: poiché l'aspetto del suo disco illuminato appare ricurvo da ambo i lati;
  • quasi-piena: quando brilla dal sesto segno e ha forma quasi circolare;
  • plenilunio: quando si riempie di luce dai raggi del Sole e brilla in posizione diametrale ad esso e lo splendore della sua luce è pieno, onde anch'essa appare di forma circolare come il Sole e diviene luna piena;
  • allontanamento: giacché, dopo aver passato oltre i raggi diametrali del Sole, subisce allora la repulsione e lo scemare della sua illuminazione.
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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:42 pm

Olimpiodoro - 15. Delle figure della Luna.

"Le figure della Luna, che son chiamate fasi, sono le seguenti".
Dopo le stazioni e le fasi che i cinque astri compiono rispetto al Sole, intende Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio, poiché non rimane che la Luna, trattiamo dunque anche della ratio configuratoria (schêmatographia) e delle fasi che la Luna compie rispetto al Sole. La Luna invero compie rispetto al Sole un numero maggiore di fasi degli altri astri: esse sono dieci, ma alcuni ne aggiungono un'undicesima. Di queste, la prima è chiamata synodos, (coitus, unione), in quanto la Luna si trova nel medesimo segno in cui è il Sole; e non solo nel medesimo segno, ma anche nel medesimo grado. E quando la Luna accompagna il Sole è legata ad esso, onde gli astrologi chiamano questa fase nodo o "vincolo sinodico". E appena supera il Sole di un grado soltanto nel medesimo segno, questa fase è detta "nascita", in quanto è uscita dal grembo del Sole e allora, come l'embrione, si muove dal mondo invisibile al visibile. (1) Si chiama quindi nascita finché la Luna non dista 15 gradi dal Sole.
Quando passa i 15 gradi, la fase ha nome "sorgere": inizia allora, distando 15 gradi dal Sole, ad apparire alla nostra vista. Quando poi è lontana 60 gradi dal Sole e forma con esso figura di esagono, è detta allora falcata (2). Così è chiamata, poiché riprende, appena adombrata, la forma del suo disco. In seguito, quand'è lontana 90 gradi dal Sole e gli si configura con il quadrato si chiama mezzaluna (dichotomos), metà del suo disco apparendo illuminata, l'altra metà oscura. E questo avviene quando la Luna si trova tra la figura sinodica e panselenica, ovvero diametrale.
Dopo la figura del quadrato, giunge al trigono del Sole e a una distanza di 120 gradi e compie la fase ambicurva, giacché la Luna si fa curva e si riempie da entrambe le parti. Dopo la figura del trigono la Luna giunge al diametro con il Sole e dista 180 gradi, ovvero 7 segni. Questa fase è detta nodo o vincolo plenilunico. Quando poi oltrepassa il plenilunio di 15 gradi è detta repulsione, poiché la sua luce, nella parte anteriore che è diretta verso il Sole, comincia a scemare. Quando si è allontanata di 60 gradi dal vincolo plenilunico e forma nuovamente un trigono con il Sole avviene la seconda fase ambicurva. Qui la Luna diviene gibbosa e forma trigono con il Sole, distando da esso 120 gradi, come nel primo lato. Invero, dopo il vincolo plenilunico, la Luna passa nel secondo lato e accoglie di nuovo le medesime figure.
Dirigendosi pertanto verso il Sole forma figura quadrata quando dista da esso 90 gradi ed è la mezzaluna seconda, essendo media tra i vincoli panselenici e novilunici. Avvicinandosi ancora al Sole e muovendosi verso la synodos, diviene falcata seconda, quando dista da esso 60 gradi e forma esagono. Quindi nuovamente procede verso la synodos.
Queste sono le dieci figure, che sono dette fasi, che la Luna forma rispetto al Sole:

synodos

coitus

novilunio

ghenna

partus

nascita

anatolê

ortus

sorgere

mênoeidês prôtê

corniculata prima

prima falce

dichotomos prôtê

dimidiata prima

primo quarto

amphikyrtos prôtê

protumida prima

prima gibbosa

panselênos

plena luna

plenilunio

amphikyrtos deutera

protumida altera

seconda gibbosa

dichotomos deutera

dimidiata altera

secondo quarto

mênoeidês deutera

corniculata altera

ultima falce



Alcuni aggiungono un'altra fase, che è detta plêsiselênos. Di che specie è? La Luna viene detta plêsiselênos dopo aver formato il trigono con il Sole e prima di essere nel settimo segno da esso e ancora non è piena e non è più gibbosa. Allo stesso modo, dopo la figura del plenilunio e prima della seconda Luna gibbosa, viene aggiunto il plêsilselênos apokroustikos, quando la Luna si dirige verso il Sole ed inizia a diminuire la sua luce. Questa è l'esposizione della presente lettura: "Le figure della Luna, che son chiamate fasi, sono le seguenti".

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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:43 pm

Antioco di Atene - CCAG 7, 127-128


Nell'alveo dello zodiaco gli astri erranti si muovono a guisa di spirale e formano quattro figure: 1. dall'apside più elevata discendono e si dice che si abbassano dall'alto; 2. si dirigono quindi verso l'apside inferiore e si dice che si abbassano verso il basso; 3. dall'apside inferiore salgono poscia verso la medietà e si dice che si elevano dal basso; 4. dalla medietà salgono infine verso l'apside superiore e si dice che si elevano verso l'alto.

Occorre sapere che quando la Luna percorre la spirale superiore compie nello spazio di un giorno e di una notte 11 gradi e quando percorre la spirale inferiore ne compie 14; ora, essa forma due scioglimenti nodali: il primo allorché inizia ad abbassarsi dall'alto e questa figura è reputata nelle geniture maligna ed incerta; il secondo allorché risale al circolo mediano ed anche questa figura è maligna. Sono questi i luoghi dell'eclisse; quivi, infatti, quando la Luna appare piena ai nostri occhi sopporta la sofferenza dell'eclisse.


Al-Bîrûnî, 95 (481) - Del tasmîm, del tasrîq e del taghrîb

Passiamo ora a trattare delle varie posizioni dei pianeti rispetto al Sole, le quali sono responsabili dei maggiori mutamenti, simili in tutto ai mutamenti che si producono nelle loro apparenze e che tengon dietro alle vicissitudini delle condizioni naturali.

Se un pianeta è sul punto di perfezionare la sua congiunzione al Sole entro una quantità di 16' o ha passato la congiunzione di una quantità minore di 16', questa condizione viene chiamata samîm. Ora, i pianeti superiori si trovano in questa condizione solo nella medietà del loro moto diretto, gli inferiori nella medietà del loro moto diretto e retrogrado. Rispetto alla condizione dell'orientalità (tashriq), i pianeti inferiori nella medietà del loro moto retrogrado sono simili ai superiori nella medietà del loro moto diretto. Se i pianeti superiori, e gli inferiori nella medietà del loro moto retrogrado, eccedono i minuti d'arco del tasmîm, entrambi sono detti muhtariq, combusti, finché la loro distanza al Sole sia di 6 gradi; in seguito, perdono questa denominazione e son detti semplicemente nei raggi del Sole. Ed in questa condizione essi permangono, come prigionieri e reclusi, finché la loro distanza dal Sole non sia, per Venere e Mercurio di 12°, per Saturno e Giove 15°, per Marte 18° (*). Questo limite viene chiamato inizio dell'orientalità (tashrîq), ancorché il pianeta non sia necessariamente visibile in quelle distanze, giacché il tempo della visibilità muta ad ogni regione e ad ogni orizzonte; nondimeno, il termine tashrîq designa propriamente il sorgere eliaco. In seguito, vien detto orientale, musharriq, con voce persiana kanâr-i-rûzî. Ora, i pianeti superiori differiscono dagli inferiori, in quanto i primi continuano a muoversi verso l'oriente e quando giungono a 30° dal Sole fino a quando distano 90° sono detti orientali deboli. Fino a questa distanza conviene loro il termine tashrîq, giacché al sorgere del Sole essi sono nel quadrante orientale; ma prima dell'inizio del moto diretto, quando l'arco di 90° viene superato, il termine di orientalità non può più convenire. In seguito, i pianeti raggiungono la prima stazione, dopo la quale ha inizio il moto retrogrado; ed al compimento del moto retrogrado segue una seconda stazione. Ma quando giungono all'opposizione con il Sole, sono alla medietà dell'arco di retrogradazione, che risulta in tal modo diviso in una prima e in una seconda sezione.

I pianeti superiori, dalla loro stazione fino a quando distano 90° dal Sole, si trovano nel quadrante orientale al tramonto del Sole; quando la distanza diviene minore di 90°, declinano verso il quadrante occidentale e quando distano 30°, questa condizione è chiamata l'inizio dell'occidentalità, taghrîb ed essa perdura fino a una distanza dal Sole di 18° per Marte, di 15° per Saturno e Giove; poscia sono nei raggi del Sole fino alla distanza di 6° e allora son detti combusti fino alla distanza di 16', ove nuovamente saranno nel tasmîm.

Nell'almagesto l'opposizione dei pianeti superiori al Sole è chiamata l'inizio della notte (akronychia); questa condizione è peculiare dei pianeti superiori, allorché sorgono al tramontare del Sole. Dal canto loro, i Persiani sono soliti usare questa espressione (kanâr-i-shab) sia per i superiori, sia per gli inferiori, ma questa condizione che essi chiamano inizio della notte è propriamente l'occidentalità; per questo aggiungono "occidente", per distinguere tra l'una e l'altra condizione».

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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:43 pm

Paolo d'Alessandria - 10. Delle figure di trigono, di esagono, di quadrato e di diametro.

Il circolo zodiacale si compone di 360 gradi ed il lato del trigono è formato da 5 segni e da 120 gradi; se infatti moltiplichiamo per tre i 120 gradi otteniamo i 360 gradi completi del circolo zodiacale. Il lato dell'esagono è formato da segni 3 e 60 gradi e se moltiplichiamo per sei i 60 gradi otteniamo i 360 gradi del cerchio completo. Il lato del quadrato è formato da 4 segni e da 90 gradi: 90 gradi moltiplicati per 4 danno invero il cerchio completo. Il lato diametrale è formato da 7 segni e da 180 gradi, i quali, duplicati, producono i 360 gradi del cerchio intiero. Ora, il lato del trigono è concorde e non arreca nocumento, mentre il quadrato è discorde e si rivela irregolare nell'esito degli eventi. L'esagono, qualora costituito nei segni che si ascoltano mutuamente o in quelli che si vedono, ha la virtù del trigono, ma negli altri segni una forza pari alla metà. Il lato diametrale è avverso, contestante, irregolare. Inoltre, quando gli astri si configurano nel medesimo luogo ovvero nello stesso segno, questa figura è compresenza e ha da essere intesa in quanto concorde ed efficace riguardo ad ogni singolo evento, ed essa ha la medesima virtù del lato trigonico. Infine, i segni separati da intervalli diversi sono detti remoti ed incongiunti.
Olimpiodoro - 3.


«Negli altri segni una forza pari alla metà». Cosa intende? Che la figura di esagono, quando è formata da luoghi che comandano ed obbediscono, che vedono e che son visti, è eccellente e ha la virtù del trigono. Per contro, se non si forma tra i predetti luoghi, è medio e ha la virtù della figura diametrale. Infatti, anche il diametro è medio; invero è in sè conforme ed è eccellente andando da un segno maschile a un maschile e da un femminile ad un feminile; ma in quanto l'un luogo sorge e l'altro tramonta è nocivo. Pertanto è necessariamente medio. "Inoltre, quando gli astri si configurano nel medesimo luogo ovvero nello stesso segno, questa figura è compresenza e ha da essere intesa in quanto concorde". Cosa intende? Dice che quando gli astri si trovano nel medesimo segno e sono configurati ad un altro astro, gli effetti che producono, siano essi buoni o cattivi, sono assai efficaci ed intensi. Occorre pertanto considerare se si trovano nella propria fazione o contrari ad essa, se la stella alla quale si configurano è benefica o malefica, della medesima fazione (sunairétês) o avversa.
Dalle Definizioni di Sarapione (CCAG, VIII, 4, pagg. 225 ss. Sarapionis Alexandrini excerpta)


26. I trigoni sono assai concordi, e se avvengono tra i malefici danneggiano in misura minore. I quadrati hanno una grande forza ed i sestili debole. Le opposizioni dei benefici arrecano avversità, quelle dei malefici generano i mali più potenti. E se avvengono tra gli angoli, allora i benefici nei propri gaudi sono eccellenti, i malefici mitigano i mali.
Bartolomeo di Parma - Tractatus Spherae.
Degli aspetti dei pianeti fra i segni e fra se medesimi e della posizione dei pianeti nei gradi, onde conoscere ogni aspetto


Si dice che gli aspetti dei pianeti nei segni, secondo i loro gradi e minuti, sono cinque: la congiunzione, il sestile, il trigono, il quadrato e l'opposizione. Noi tuttavia diciamo che gli aspetti dei pianeti sono soltanto quattro e non cinque, poiché non riteniamo che la congiunzione sia un aspetto; l'aspetto inoltre, deve essere prossimo e non remoto. Diciamo ora che cosa sia l'aspetto in sè e cosa ciascuno di essi e quale sia la loro causa. La congiunzione dei pianeti avviene in un segno e in un grado e ve n'è di due specie: l'una, mediante la loro luce, e si estende per molti gradi, l'altra, mediante i loro corpi e si compie nel grado del segno. Ora, la congiunzione di due corpi non avviene soltanto lungo il cammino di una sola sfera, ma può essere anche superiore e inferiore, poiché le sette sfere sono l'una sopra l'altra, come in questa figura:


Vi è poi un'altra congiunzione in longitudine, un'altra in latitudine.
Ora, la congiunzione in un segno in gradi diversi è simile all'unione di due uomini che vogliono parlare insieme e appartati di un qualche fatto e che si sono dati convegno in una casa al fine di ragionare tra loro. Codesto loro accostarsi è detto aspetto, poiché l'uno vede l'altro, siano essi amici o nemici. Quanto alla congiunzione in un grado è simile all'unione di due uomini che sono insieme in un solo luogo, ad esempio seduti di comune accordo sulla medesima panca o anche in piedi. In codesta unione, il forte vince il debole e ha il sopravvento; per tanto significa e influisce.
L'aspetto sestile avviene per la sesta parte dei gradi della sfera ovvero alla distanza di 60 gradi fra entrambi i pianeti, nelle parti precedenti e nelle seguenti. Si dice che codesto aspetto è buono ovvero è di una qualche amicizia e di un qualche accordo, da entrambe le parti dei pianeti connessi. Pertanto, quando un pianeta dista dall'altro 60 gradi e nondimeno il forte vince il debole e ha il sopravvento. Codesto aspetto è simile all'aspetto di due uomini che si guardano dalle finestre delle loro case circostanti, in modo che una casa sia presso l'altra o di lato o di fronte e che siano così vicini da poter parlare tra loro a bassa voce e scambiarsi qualcosa e darsi segni di affetto, come è costume tra i vicini.
L'aspetto di trigono avviene per la terza parte della sfera, ed è chiamato triangolo, e si produce alla distanza di 120 gradi da entrambe le parti, verso il lato precedente e il seguente. Pertanto, quando un pianeta dista dall'altro 120 gradi, l'aspetto è chiamato trigono e si dice che è buono ovvero è di una qualche amicizia e concordia, come fra consanguinei. Nondimeno, il forte vince il debole e ha su lui il sopravvento. Entrambi i pianeti sono consenzienti in tutto e la medesima cosa vogliono, la medesima rifiutano. Codesto aspetto non è dissimile dall'aspetto di due uomini della stessa progenie, che abitano in case diverse della medesima contrada e alquanto lontane, ma nella medesima direzione. Si vedono però tra loro dall'ostiolo o dalla finestra e sebbene una casa molto disti dall'altra, tuttavia in queste case si vedono e si amano e in nulla l'uno si oppone all'altro.
L'aspetto quadrato avviene per la quarta parte della sfera ovvero alla distanza di 90 gradi da entrambe le parti, verso le precedenti e le seguenti. Quando un pianeta dista 90 gradi dall'altro, si dice che tra loro vi è un aspetto quadrato. Codesto aspetto è mediocre ovvero è in parte buono, in parte cattivo, quantunque sia più cattivo che buono. Questo aspetto è simile a quello di due uomini le cui case sono alquanto vicine tra loro. Essi non sono della medesima progenie e vi è tra loro una certa distanza e si odiano l'un l'altro o per invidia o per collera o per minacce che si sono scambiate o per qualche favore che uno ha rifiutato all'altro. È sorto pertanto in loro l'odio e il risentimento e ne è nata la malevolenza, onde ciascuno di essi perdura nel suo sdegno contro l'altro. È questo aspetto affatto malvagio, giacché vi è da temere che a causa di tale sdegno, delle minacce intercorse, dei favori rifiutati, si giunga a gravi danni alle persone. Invero, entrambi si son fatti arroganti e ciascuno si crede più grande e più potente e non ha alcuna stima dell'altro. E nondimeno il più forte vince il più debole e lo sopraffà. Questo aspetto è inoltre da temere, poiché altera il sestile e il trigono in quanto si trova tra essi.
L'aspetto di opposizione si produce lungo il diametro della sfera ovvero per la linea che divide la sfera in due medietà uguali. Quando un pianeta è in un'estremità di questa linea ed un altro all'altra estremità, si dice che il loro aspetto è opposto e l'uno dista dall'altro sette segni ovvero ciascuno di essi è nel settimo segno dall'altro. Sia ad esempio un pianeta nel primo grado dell'Ariete ed osservi per linea retta e diametralmente un altro pianeta che è nel primo grado della Bilancia. Ora, codesto aspetto è maligno e pessimo. È maligno se si produce tra un pianeta buono ed uno cattivo o tra due pianeti buoni. Se infatti avviene tra un buono ed un cattivo, codesti pianeti non potranno essere tra loro concordi e il più forte vince e sopraffà il più debole; in questo modo, uno ostacola l'altro. Se avviene tra due buoni, si dice che è vano e che non vi è da temere alcun danno, poiché, se volessero danneggiarsi l'un l'altro, non potrebbero a causa della grande distanza. Allo stesso modo, non possono neppure aiutarsi. Se però avviene tra due pianeti malevoli, è da temere, poiché codesti pianeti si offendono gravemente con parole e con fatti, secondo quanto sanno e quanto possono, senza misericordia e senza pietà, poiché vi è in essi molta durezza e malanimo. E codesto loro aspetto è simile all'aspetto di due uomini che combattono l'un l'altro con armi atte all'offendere e ciascuno di loro ha il fermo proposito di distruggere e uccidere l'altro, di spogliarlo di ogni suo bene, di impadronirsi della sua casa con la violenza e di giammai restituirgliela, ma di regnarvi e signoreggiarvi con l'arroganza. Fra codesti pianeti vi sono 180 gradi.
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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:44 pm

Porphyrii Introductio in Ptolemaei Tetrabiblum, CCAG V.4 pag. 202, cap. 24 - L'aktinobolìa.


L'astro che precede irraggia (aktinoboleî) l'astro che segue mediante figura (katà schêma): ad esempio l'astro che è in Ariete irraggia quello sito in Capricorno mediante quadratura e quello in Sagittario mediante trigono. Quanto all'astro che segue, dirigendosi verso il primo, lo osserva e lo sovrasta (ephorâ mèn kaì kathypertereî), come già detto, ma non irraggia (ouk aktinoboleî dé). Infatti la facoltà del vedere di ogni luce è condotta in avanti, il raggio (aktìs) a ritroso. E' pertanto necessario osservare se l'irraggiamento avviene semplicemente per segni, o si produce per gradi esatti. Vi sono a questo riguardo due opinioni. Alcuni sono dell'avviso che l'astro che irraggia con la forma del quadrato uccide, se è malefico. Ad esempio, l'astro che è sito in Cancro irraggia quelli in Ariete, mentre l'astro sito in Ariete osserva quello sito in Cancro ed è quest'ultimo che è detto uccisore. Uccide infatti l'astro che irraggia (aktinoboleî), non già l'astro che osserva (epitheôréi). Quando poi un astro è posto secondo la figura del diametro irraggia ed osserva al contempo, mentre l'astro che forma figura di trigono non irraggia in alcun modo; infatti il raggio quadrato, essendo più prossimo di quello del trigono, è più rigido e stabile, ed ha pertanto più stretta affinità del trigono. Dal canto suo Thrasyllo chiama l'irraggiamento (aktinobolìa) mortale ed afferma che uccidono le figure quadrate e diametriali rispetto al grado che sorge, mentre la figura del trigono, in quanto testimonianza (martyria), non viene assunta come figura che ha il potere di uccidere. Afferma inoltre che non importa da che parte il raggio sia inferto, se dal lato destro o dal lato sinistro che segue l'oroscopo o l'astro che ha il dominio sulla Luna. Se pertanto la Luna si trova con il proprio dominatore od in opposizione ad esso, dal suo dominatore occorre istituire la profezione (aphesis). Sia ad esempio la Luna in Sagittario con Giove ovvero Giove sia in Gemelli e la Luna in Sagittario: assumeremo Giove come prorogatore, inizio della profezione, aphesis.
Retorio (CCAG I 144-145, cap. 1) - Dei segni maschili e femminili e dei luoghi e degli astri mascolinizzati e femminilizzati.



Sei sono i segni maschili: Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia, Sagittario, Acquario. Sei sono i segni femminili: Toro, Cancro, Vergine, Scorpione, Capricorno, Pesci. Luoghi maschili sono quelli compresi tra il culmine e l’oroscopo, femminili quelli compresi tra l’oroscopo e l’anticulminazione. Sono altresì maschili i luoghi compresi tra l’anticulminazione e l’angolo occiduo, femminili quelli compresi tra l’angolo occiduo e il culmine. Dati pertanto quattro quadranti, due mascolinizzano, due femminilizzano.Sono poi astri maschili Sole, Saturno, Giove, Marte, Mercurio, femminili Luna e Venere. E questi astri ora si mascolinizzano, ora si femminilizzano. Gli astri assumono carattere maschile quando si trovano, rispetto al Sole, orientali mattutini ovvero quando sono nei segni che precedono il Sole a una distanza di circa 15 gradi. Assumono carattere femminile quando sono vespertini al Sole a partire da una distanza di circa 15 gradi. Si mascolinizzano inoltre gli astri quando si trovano nei segni maschili e si fanno boreali, si femminilizzano nei segni femminili e quando si fanno australi. Infine, gli astri si mascolinizzano quando si trovano nei quadranti maschili ovvero dal culmine all’oroscopo e dall’anticulminazione all’occaso; si femminilizzano per contro nei quadranti femminili, ovvero dall’oroscopo all’anticulminazione e dall’occaso al culmine.Ora, gli astri mascolinizzati nei segni o quadranti maschili rinvigoriscono le natività dei maschi: creano infatti i prepotenti, gli audaci, coloro che hanno in sè virilità e coraggio; ma le donne le fanno sconvenienti, impudenti, ardimentose, difficili da sottomettere, mascoline nelle unioni ovvero scostumate. Se gli astri sono femminilizzati per fase, segni, quadranti creano uomini molli, dall’animo debole, privi di coraggio, che tutto temono, effemminati e sono eunuchi o compiono lavori da donna. Ma le donne nascono vergognose, pudiche, assennate, vereconde, sottomesse agli uomini e alle regole della vita femminile. Osserva che abbiamo parlato solo degli astri orientali e mattutini e vespertini. Invero, gli astri che son sotto i raggi e che son retrogradi sono assai deboli ed irregolari nelle loro operazioni, ad eccezione degli astri che son nel cuore. Diconsi essere nel cuore gli astri che si uniscono al Sole entro l’intervallo di un grado, pur se fossero nel grado precedente o seguente. Nessuno degli antichi fa menzione di questa fase, noi nondimeno l’abbiamo assunta per certa avendola valutata per esperienza ed anche Tolemeo parla della fase sinodica tacendone la forza.
Vettio Valente 2,2 - Esame dei trigoni, dei signori e partecipanti delle sette del Sole e della Luna di giorno e di notte.


L’osservazione dei distinti trigoni mostra la prosperità e la mediocrità di ciascuna genitura. In coloro che nascono di giorno occorre osservare il Sole in quale trigono si trova ed il suo signore più autorevole, quindi il suo partecipante, se è angolare e succedente e cadente, se è orientale o occidentale, se è in segni familiari e quale astro, benefico o malefico lo testimonia; in tale modo renderà manifesti i suoi eventi. Se infatti sorge o culmina o se si trova in un altro luogo operoso, preannunzia geniture prospere ed illustri; se è nei luoghi succedenti le mediocri; se nei cadenti le umili ed infelici. Occorre altresì osservare il Sole medesimo come è posto e da chi è testimoniato. In coloro che nascono di notte occorre al medesimo modo osservare la Luna ed il signore autorevole del trigono ed il suo partecipante come costoro sono posti nel modo predetto. Invero, se il primo signore autorevole declina (sententiam restitui), il secondo è angolare e ben configurato, il nativo avrà vita irregolare nella prima parte della vita ovvero fino al compimento dei tempi ascensionali del segno o al ritorno ciclico del tempo, in seguito sarà efficace nelle sue attività, con qualche incostanza e timore. Se il primo signore è ben posto, male il secondo, nei primi tempi sarà prospero negli ultimi subirà deterioramenti in ragione del tempo dell’ascensione del segno ove incide il secondo signore. Ma mostreremo in luogo opportuno ciò che occorre sapere con la più grande precisione riguardo al tempo. Ma se entrambi sono ben posti, la prosperità sarà durevole e giungerà la fama, se un malefico non vi si opponesse o avesse sovreminenza, sconvolgendo così ciò che è proprio della genitura. Ogni astro che assume il dominio ed è cadente, è avverso e detrattore: crea infatti coloro che sono soggetti agli altri, che hanno vita irregolare o la cui stima si deteriora o che soggiacciono ad infermità e malattie o ad accuse o che sono privi dei mezzi di sussistenza. Pertanto, in una natività diurna, se il Sole è in Ariete, Leone o Sagittario, la cosa migliore è che sia angolare. Se si trovano in luoghi succedenti ed anche i suoi compagni di hairesis sono ben posti ed osservati dai benefici, mentre Marte non si oppone, né è in quadratura, tale constellatio mostra la prosperità. Ma posti in contraria situazione, dobbiamo giudicare il contrario. In natività diurna il Sole in Toro, Vergine, Capricorno: occorre innanzitutto osservare Venere, in secondo luogo la Luna, quindi Marte, come sono configurati e da chi sono testimoniati. Allo stesso modo riguardo al trigono dei Gemelli, Bilancia, Acquario, essendo il Sole nel giorno si osservi Saturno, poi Mercurio, quindi Giove. E nel trigono del Cancro, Scorpione, Pesci, trovandosi quivi di giorno il Sole, si osservi Venere e Marte e la Luna, se sono angolari ed i loro giudizi saranno manifesti.

Nel medesimo modo, di notte, si rivolga l’attenzione al luogo della Luna. E’ preferibile che i signori trigonici diurni siano angolari nei propri trigoni o in luoghi necessari. Allo stesso modo i notturni; giacché se fossero in trigoni alieni o contro hairesis sminuiscono la prosperità e fanno insorgere il timore. Se il primo e il secondo signore della triplicità sono cadenti occorre osservare Tychê (1) ed il suo signore. Se sono angolari e succedenti, testimoniati dai benefici, il nativo avrà una qualche reputazione ed una qualche prosperità, pur essendo sottoposto ad anomalie e ad avversità occasionali, ma tuttavia mancherà di mezzi. Se per contro sono mal posti, le attività saranno modeste e dure assai: i nativi sono allora inefficaci nelle loro imprese, bisognosi, carichi di debiti, blasfemi delle cose divine. E se inoltre sono testimoniati dai malefici, saranno travagliati, erranti, prigionieri, sottoposti, di cattiva vita, malaticci, esposti ai pericoli. E se, mal posti essendo Tychê ed il suo maestro i benefici li osservano, vivono allora trovando pietà o sono accettati da altri e per alcun tempo ricevono doni o fiducia o attività, ma non avranno vita tranquilla e contenta.

Occorrerà sempre osservare le testimonianze di ogni maestro e le disposizioni delle figure, se sono proprie o contrarie. Se infatti nelle natività notturne trovi il diametro o la posizione quadrata di Saturno, essa produce contrarietà, deterioramenti pericolosi e sofferenze o malattie e rende lenti nelle azioni. Nelle natività diurne Marte dà temerarietà e rende pericolose la attività e la vita; infatti accadono loro detenzioni, condanne, oltraggi, ferite, ustioni, effusioni di sangue, cadute. Al contrario, convenientemente configurati e nella propria hairesis, sono efficaci, giacché non sempre i malefici accusano, ma sono anche fautori di beni, soprattutto quando Saturno di giorno detiene il dominio ed è ben testimoniato da Giove e dal Sole; allora fa i ricchi e i gloriosi, quanti ricevono benefici da vicende mortuarie, signori degli organi principali dello stato, sovrintendenti dei beni altrui, reggitori. Anche di notte, ben configurato e detenendo il dominio, procura le cose predette, sopraggiunge tuttavia perdita delle cose acquisite e diminuzione della fama e disonore. Allo stesso modo per quanto riguarda Marte: di notte accorda comandi militari, autorità ed incarichi pubblici; di giorno, nei luoghi operosi, produce sì le cose predette, ma le avvolge di contrarietà, di paure, di controversie e le sue autorità sono macchiate da sedizioni e da spaventi; arreca invero l’irruzione di molti nemici, il sollevamento popolare, nelle città la pestilenza e le carestie, assalti, incendi e tutto ciò che è periglioso. Anche gli astri benefici seguono il modo di agire dei malefici allorché coloro che dominano sono mal posti. Se poi, essendo il dominatore cadente sono essi angolari, risultano deboli in quel bene che possono concedere. Si deve sempre osservare in ogni giudizio il dominatore del dominatore: come è posto e da chi è testimoniato. Giacché, se il dominatore assoluto è cadente ed il suo signore è ben posto, il nativo avrà soccorso e sostegno di mezzi e gloria secondo la disposizione dei luoghi dell’astro.

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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:45 pm

Paolo d'Alessandria - 17. Della deflussione e del contatto che la Luna forma con gli astri erranti


L'argomento del contatto e della deflussione è complesso ed è pertanto necessario esporre compiutamente la dottrina. La Luna, quando si trova con uno degli astri erranti nel medesimo segno, avendo un maggior numero di gradi, compie deflussione da quell'astro. Allo stesso modo, l'astro che è con la Luna nel medesimo segno e ha maggior numero di gradi, accoglie il contatto della Luna. Ed anche gli astri che si trovano nel segno che segue o che precede il segno lunare, entro un intervallo di 30 gradi, posseggono il diritto della deflussione e del contatto.
Esempio: sia la Luna a 20 gradi del Sagittario, la stella di Marte a 20 gradi dello Scorpione e quella di Venere a 20 gradi del Capricorno. Diciamo che la deflussione della Luna si è prodotta dalla stella di Marte, il contatto si compie verso la stella di Venere. In questo modo si deve procedere sia riguardo alla deflussione, sia al contatto degli astri con la Luna che avvengono nel medesimo segno secondo compresenza. Sia ad esempio la Luna a 10 gradi del Toro, la stella di Mercurio a 9 gradi, quella di Giove a 11: diciamo che la Luna compie deflussione da Mercurio e si unisce alla stella di Giove.
Sempre il rapporto (logos) che si stabilisce in virtù della deflussione e del contatto, entro il limite di 3 gradi(a), ha una grande efficacia riguardo al genere degli eventi; secondo in ordine di efficacia entro i 7 gradi del predetto ordinamento per gradi, in terzo luogo entro i 15 gradi, in quarto luogo entro i 30 gradi. Sia la deflussione, sia il contatto, assunti entro i predetti intervalli, manifestano il proprio vigore dopo un certo tempo e non subito a partire dall'infanzia, ma produce il compimento delle cose future a far tempo dall'età media o nella vecchiaia.
Prendiamo un altro esempio ad illustrare il rapporto di deflussione e contatto. Sia la Luna a 13 gradi della Bilancia, la stella di Marte a 6 e quella di Giove nel medesimo segno a 20 gradi: la Luna defluisce dalla stella di Marte e si unisce a quella di Giove entro un intervallo di sette gradi. La forma della deflussione e del contatto deve essere computata sia per figura, sia per declinazione (katà schêmata kaì katà ánemon), considerando il rapporto verso gli astri sia mediante il trigono che l'esagono, il quadrato, il diametro; e mediante il lato del trigono il contatto è operante entro gradi 120 e 117, mediante l'esagono 60 e 57, mediante il quadrato 90 e 87, mediante il diametro 180 e 177 sia che gli astri abbiano verso la Luna figura destra o sinistra.
Esempio: stando la Luna a 15 gradi dell'Ariete, in lato trigonico a Giove sito a gradi 18 del Sagittario o a gradi 15, diciamo che si produce il contatto della Luna verso Giove mediante il trigono destro. Allo stesso modo si deve ragionare riguardo ai rimanenti lati medianti i quali la Luna si configura per gradi agli altri astri. La configurazione della Luna verso gli astri, sia essa contatto o deflussione, si produce secondo la direzione del moto (katà tên toû anémou phorán) e ha una sua propria dottrina: talora la Luna ascende o condiscende nella medesima direzione (tòn autòn ánemon) del moto degli astri erranti, talaltra secondo una direzione diversa (b).
Senza la considerazione della deflussione e del contatto non è possibile determinare nelle geniture la longevità o la vita breve, non la malattia, non l'infermità, non la ricchezza, non l'insuccesso, non la vita illustre od oscura, non il vigore o la debolezza.



a) scolio 38
Infatti, nello spazio di tre gradi gli eventi sono subito posti in atto, sia nel bene, sia nel male. E se è una genitura, avvengono nell'infanzia; e se è un benefico l'astro al quale si unisce, sono buone cose, se è un malefico, malvagie.
b) scolio 39
Poniamo che l'astro e la Luna siano verso il borea o il noto, e che l'una sia verso il noto, l'altro verso il borea e vi sia configurazione (sch§ma): mutano e si alterano i giudizi, se non si trovano nella medesima direzione, secondo la perpendicolare (kata; kavqeton) dell'astro che le si unisce, sia per compresenza (kata; sumparousivan), sia per figura.
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andrea

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MessaggioTitolo: Re: PASSI DELLA TRADIZIONE   27/07/08, 09:45 pm

Olimpiodoro - 16. Delle figure della Luna verso gli altri astri.


«L'argomento del contatto e della deflussione è complesso». Dopo aver esposto le fasi e le figure che la Luna forma con il Sole, ci insegna ora le fasi che la Luna forma rispetto agli altri cinque astri e dice che la Luna forma rispetto ad essi le fasi del contatto e della deflussione. Ognuna di esse è duplice. Vi è infatti contatto per corpo e per figura. Allo stesso modo vi è deflussione per corpo e per figura. Conviene innanzitutto trattare del contatto e della deflussione per corpo.
Si chiama contatto per corpo quando la Luna si dirige verso qualche astro e gli si unisce da una distanza di 12 gradi. Si dice deflussione per corpo quando, dopo essersi unita ad un astro, si allontana nuovamente da esso di 12 gradi. Oltre questi gradi, non è detta defluire per corpo.
Dicesi contatto e deflussione per figura quando diviene esagona o quadrata o trigona od opposta a un dato astro entro 12 gradi dall'esatta configurazione per gradi del suo contatto; da qui fino alla distanza di 12 gradi dicesi deflussione. In seguito occorre considerare se, dopo aver defluito da un dato astro o per corpo o per figura si applica ad un altro (a).
Ora, in generale, si deve osservare in ogni genitura ed in ogni iniziativa da quale astro la Luna defluisce e verso quale si applica o viceversa: se defluisce da un malefico e si applica ad un benefico astro o viceversa o se defluisce da un benefico e si applica ad un benefico o il contrario. Non solo: occorre anche osservare se si applica o defluisce essendo crescente o calante di luce, giacché produce diversi eventi in questa e quella fase.
Si deve poi considerare, in ogni questione, quanti gradi separano la Luna dal contatto o dalla deflussione, se 1 grado o 2 o 3 fino a 12 gradi (b).
In effetti, nelle geniture, la distanza ha un rapporto con l'età; nelle azioni, con l'intervallo del tempo. Se 3 sono i gradi di intervallo del contatto o della deflussione, gli eventi si producono fin dal principio, siano essi buoni o nocivi: buoni, se la stella ci si unisce è benefica, nocivi, se è malefica. Considera nondimeno che ora si congiunge, ora defluisce. Se si tratta di una natività, porta a compimento gli eventi nell'infanzia. Se la distanza è compresa fra 6 e 3 gradi porta a compimento più lentamente gli eventi ovvero nella pienezza dell'età. Se dista 9 gradi o meno, nell'età avanzata e se dista 12 gradi, ancor più tardi: buoni o nocivi, gli eventi si manifesteranno nella vecchiaia (c).
Esempio: sia la Luna in Ariete a 12 gradi, Marte in Pesci a 30, Giove in Ariete a 15: si dice che la Luna defluisce da Marte per corpo e si applica a Giove per corpo entro tre gradi (d). Queste sono il contatto e la deflussione per corpo. Diciamo ora del contatto e della deflussione per figura. Essa è diversa dalla prima, producendosi per esagono, quadrato, trigono e diametro. Portiamo ad esempio la figura del trigono, mediante la quale possiamo comprendere ciò che avviene con le altre figure. Poniamo che la Luna sia in Sagittario a gradi 2, Giove in Ariete a 3 gradi, il Sole in Leone a 1 grado: si dice che la Luna compie deflussione dal Sole con figura di trigono e si applica a Giove con figura di trigono. Ma poiché la Luna ha moto veloce e rapidamente trasmigra di grado in grado, pur se non distasse precisamente dal Sole o da un altro astro della quantità del trigono, ovvero di 120 gradi, gli antichi astrologi stabilirono che la ratio configuratoria (schêmatographía)) si mantiene fino alla distanza di 3 gradi in ogni figura, sia nelle parti precedenti, sia nelle seguenti.
Senza l'osservazione di queste fasi, dico del contatto e della deflussione che la Luna compie verso gli astri per corpo e per figura, non è possibile pronunciare qualcosa né riguardo alla qualità della genitura, né riguardo a qualsivoglia azione, che sia espresso con esattezza.



a) Boer: "Si chiama contatto per corpo quando la Luna si muove verso qualche astro e gli si accosta di 15 o 10 o 9 gradi. Si dice allora che gli si applica per corpo; ed ancor più, se si muove vezrso l'astro entro lo spazio di 15 gradi e gli si accosta di 3 o 4 gradi; ed in particolare si dice che compie contatto con esso quando la Luna si trova nel grado medesimo in cui è l'astro. Dicesi deflussione per corpo quando la Luna esce dal grado in cui era con l'astro ed inizia a discostarsi da esso: si dice allora che defluisce da esso finché non è da esso lontana di 15 gradi. Superati questi gradi, non è più detta deflussione per corpo".
b) Boer: "Se 3 gradi o 7 o 15 o 30".

c) Boer

codices classis b

0°-3°
0°-3°

infanzia
3°-6°
3°-6°

età media
6°-15°
6°-9°

età avanzata
15°-30°
9°12°

vecchiaia


d) Boer: "Questo diciamo sia che gli astri si trovino nel medesimo segno, sia in segni vicini. In effetti si deve considerare i 30 gradi del contatto e della deflussione".
Al-Bîrûnî 117 (504) - La corsa a vuoto (halâ' as-sayr)


Se un pianeta, all'interno del segno in cui si trova, non entra in congiunzione con altri, pur se non fosse privo di aspetto, si dice che corre a vuoto ed è semplicemente considerato come separato dalla congiunzione, sia che si sia prodotta in quel segno, sia in altri. [Questa denominazione gli è stata data, perché il campo è vuoto ed esso si muove senza un compagno P*].
Al-Bîrûnî 118 (505) - Il pianeta inumano (wahsi as-sayr)


Stante un pianeta in un segno, nessuno è in aspetto con esso, dal tempo del suo ingresso al tempo della sua uscita dal segno, si dice che è inumano nella sua condotta (sayr). Questa condizione accade assai raramente ad un pianeta superiore e al Sole, nondimeno talora avviene. Ma questa circostanza conviene alla Luna e le accade frequentemente. E se non vi fosse la Luna con il suo rapido moto, codesta condizione potrebbe altresì accadere ai pianeti inferiori, dei quali l'uno si muove rapido, l'altro più lento. Alcuni dicono che quando la Luna è inumana il pianeta che signoreggia il confine in cui essa medesima si trova sostituisce l'applicazione, ma questa opinione è grossolana e non confermata».
Dalle Definizioni di Sarapione (CCAG, VIII, 4, pagg. 225 ss. Sarapionis Alexandrini excerpta)


30. Quando la Luna si muove dal suo moto minore a quello medio i nativi sono di mediocre condizione; dal suo passo medio a quello minore sono più umili; dal suo passo medio al maggiore hanno uno stato prospero e dal maggiore al medio di mediocre condizione. Queste medesime cose sono eccitate e prodotte dalla variazione della luce, giacché quand'è calante è come se la sua forza venisse meno. Tuttavia la felicità e la sventura sono prodotte da altre configurazioni; se ad esempio non ha testimonianza da parte di Giove e di Venere e la sua corsa va a vuoto (kenodromoùsa), crea gli amanti della solitudine, ma se è calante crea i decaduti e gli umili e peggio ancora se è cadente e sotto i raggi del Sole.
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